Cosa succede quando si “rompono le acque”?

Cosa succede quando si “rompono le acque”?

La “rottura delle acque” di una donna incinta è un cliché che si vede quasi più spesso in TV che nella vita reale.

Infatti, la rottura delle membrane che avviene improvvisamente prima che inizino le contrazioni, riguarda, circa il 10% dei travagli. Non solo. Non si tratta di un’inondazione ma piuttosto di un rivolo di liquido trasparente che fuoriesce dalla vagina.

Tuttavia, è importante imparare a riconoscere i segnali della rottura delle membrane, al fine di intervenire in tempo, magari recandosi in ospedale. La rottura delle acque è infatti il sintomo inequivocabile che il parto è vicino.

Dove si trovano le “acque”? Il sacco amniotico.

Quando si è incinta, una sacca di liquido amniotico avvolge il bambino e lo tiene comodo e sicuro all’interno della pancia della mamma. Il sacco si allarga man mano che il bambino cresce, è sempre a temperatura costante e avvolge il cordone ombelicale in modo che non venga schiacciato.

Quando il corpo si prepara al parto, l'acqua si rompe e defluisce attraverso la vagina. Questo può accadere prima o durante il travaglio ed avviene quando si iniziano a sentire le contrazioni, la cervice si assottiglia e si allarga in modo che il bambino possa passare. Se l’acqua si rompe prima dell'inizio delle contrazioni, si verifica quella che si chiama una “rottura prematura delle membrane” (PROM).

La rottura delle acque avviene in modo differente da donna a donna. Alcune donne notano solo un rivolo di liquido. Altre hanno la sensazione di essersi fatte la pipì addosso.

Quali sono i sintomi della rottura delle acque?

In primis la sensazione di bagnato, seguita da perdita abbondante di liquidi e sensazione di “flusso”. Poiché tale flusso è nella maggior parte dei casi intenso, la rottura delle acque si distingue dalle perdite di urina che possono verificarsi nelle ultime settimane di gravidanza.

Può accadere però che la rottura delle acque avvenga in maniera graduale, specie se durante la notte: può quindi capitare che la donna non se ne accorga e che le contrazioni e il travaglio inizino senza preavviso.

Anche la quantità di liquido che si perde varia a seconda del punto di rottura: un flusso abbondante è sintomo di una rottura in bassa posizione (vicino al collo uterino), un flusso limitato denota invece una rottura verso la parte più alta dell’utero.

È importante prestare attenzione al colore del liquido: se è trasparente o biancastro è un segnale di buona salute del bambino; se invece è di colore giallo o verde, occorre recarsi immediatamente all’ospedale in quanto potrebbe essere un sintomo della presenza delle prime feci del bambino (meconio), che potrebbero portare a sofferenza fetale.

Che cosa fare quando le acque si rompono?

A volte può essere difficile dire se la membrana si sia rotta, soprattutto se non si avverte una fuoriuscita abbondante di liquido. A volte si può provare ad osservare ed odorare il liquido che ci insospettisce. Il liquido amniotico è solitamente chiaro o pallido e non ha odore di pipì, che invece ha un odore più simile all'ammoniaca.

Se si pensa che ci sia qualche possibilità che le acque si siano rotte, è meglio stare calme, sedersi e contattare subito l’ostetrica o il medico per avere indicazioni precise sul da farsi.

Quindi nessuna folle corsa in auto verso l’ospedale più vicino, come siamo abituate a vedere in TV.

Se la donna si trova entro le 3 settimane dalla data del parto, il medico o l'ostetrica potrebbero voler aspettare qualche ora per vedere se il travaglio inizia spontaneamente. Oppure potrebbero indurlo. La maggior parte delle donne entra in travaglio entro le 12 ore spontaneamente.

Gli studi hanno mostrato che statisticamente i bambini nati da madri il cui travaglio è stato indotto, hanno avuto meno probabilità di contrarre infezioni, hanno ricevuto cure meno intensive e sono andati a casa dall'ospedale prima dei bambini le cui mamme, avevano atteso che il travaglio cominciasse naturalmente dopo la rottura delle acque.

Una complicanza della rottura delle acque potrebbe essere data dal fatto che si rompono prima che il bambino abbia ruotato con la testa verso il canale del parto: può infatti capitare che il cordone ombelicale non sia sceso e che quindi il bambino, rivolgendosi verso il canale del parto, potrebbe avere mancanza di ossigeno. Per questo è necessario recarsi immediatamente in ospedale.

E se le acque si rompono troppo presto?

Circa il 3% delle donne rompe le acque prima della 37a settimana di gravidanza (rottura prematura delle membrane, PROM). Questo fatto è più probabile che accada se:

  • Si è sottopeso
  • Si fuma
  • Si è avuta una gravidanza precedente con PROM
  • Si ha avuta un’infezione del tratto urinario non trattata
  • Si ha avuto un sanguinamento vaginale in qualsiasi momento della gravidanza
  • Si hanno avuto problemi con la cervice durante la gravidanza

Quando si verifica la rottura prematura delle membrane bisogna andare subito in ospedale.

Se si è almeno alla 34 settimana di gravidanza è possibile che il vostro medico induca la nascita per ridurre la probabilità che voi o il vostro bambino prendiate un'infezione grave.

Se si è tra la 23esima e la 34esima settimana di gravidanza, di solito è meglio ritardare il parto in modo che il bambino abbia più tempo per crescere. Magari verranno prescritti antibiotici per aiutare a prevenire un'infezione e un ciclo di steroidi per aiutare i polmoni del bambino a crescere più velocemente. In questi casi si rimane in ospedale fino alla nascita.

Se le acque si rompono prima delle 23 settimane, il medico vi parlerà dei pericoli e dei benefici del proseguimento della gravidanza.

E se le acque non si rompono?

Se il travaglio è già cominciato ma procede lentamente, il medico può rompere manualmente le membrane, inserendo uno strumento sterile nella vagina e bucando il sacco amniotico (amnioressi). Anche se la ricerca ha mostrato che per la maggior parte delle donne questa operazione non accelera il travaglio. I vantaggi si hanno solo se la la testa del bambino è già nel bacino ed è sufficientemente bassa da coprire la cervice. La rottura genera infatti la produzione di ormoni quali prostaglandine, responsabili della stimolazione delle contrazioni.

Da non confondere con il tappo mucoso

A volte si confonde la rottura delle acque e con la perdita del tappo mucoso e l’inizio del travaglio: in realtà l’espulsione del tappo mucoso (muco gelatinoso e di colore rosa-marrone che si crea all’interno del collo dell’utero già nei primi mesi della gravidanza) può precedere di alcune settimane l’effettivo inizio del travaglio. Allo stesso modo della rottura delle acque, la perdita del tappo mucoso può avvenire in un unico momento oppure poco alla volta.

Fonti:

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