Acido folico, metabolismo e omocisteina

Abbiamo visto come l’acido folico sia un coenzima che catalizza diverse reazioni biochimiche fondamentali per il metabolismo intracellulare, sia amminoacidico che nucleotidico.

Scendendo nel dettaglio vediamo che, nell’ambito del metabolismo amminoacidico, l’acido folico presiede alla reazione di rimetilazione della omocisteina con trasformazione della stessa in metionina .

Ne consegue che, una carenza di questo catalizzatore blocca la reazione di trasformazione in questione e ne deriva pertanto un incremento di omocisteina, da una parte, e la carente sintesi di metionina dall’altra.

In gravidanza i valori dell’omocisteina dovrebbero essere compresi tra 5,8 e10,9mmol/l.

In generale si parla di tre livelli di iperomocisteinemia:

  1. lieve (livelli plasmatici tra 16 e 30 mmol/l);
  2. moderata (livelli plasmatici tra 31 e 100 mmol/l);
  3. severa (livelli plasmatici >100 mmol/l).

L’”Hordaland Homocysteine Study” è stato un importante studio retrospettivo di coorte su patologie della gravidanza e livelli plasmatici di omocisteina che ha preso in esame 14.492 gravidanze su un campione di 5883 donne. Questo studio ha mostrato che esistono associazioni significative tra iperomocisteinemia e le seguenti complicanze della gravidanza:

  • preeclampsia;
  • parto pretermine;
  • distacco di placenta;
  • aborto ricorrente;
  • basso peso alla nascita (< 1500);
  • IUGR;
  • malformazioni fetali.

Nella preeclampsia ad esempio, i livelli plasmatici di omocisteina sarebbero più elevati rispetto a quelli delle gravidanze non complicate dalla stessa. Inoltre, l’entità dell’incremento della omocisteina sarebbe proporzionale alla gravità della malattia e all’entità della proteinuria.

Nelle gravidanze con iperomocisteinemia si rilevano quadri istologici analoghi a quelle di anomalie di placentazione su base vascolare. E’ già noto infatti l’effetto lesivo di questa sostanza sulle pareti dei vasi e sulla coagulazione del sangue.

Lo stesso meccanismo potrebbe essere chiamato in causa nella patogenesi dell’aborto spontaneo ed ancora di più in quello ricorrente, così come nella genesi del distacco di placenta. Analoghi meccanismi patogenetici associati ad alterazioni del metabolismo cellulare materno-fetale potrebbero venire chiamati in causa nel determinismo del parto pretermine, dei difetti di crescita endouterina e del basso peso alla nascita.

Per quanto concerne l’effetto embriotossico della iperomocisteinemia questo è certamente supportato, come già ampiamente sottolineato, dalla genesi delle malformazioni fetali.