Il monitoraggio del cuore fetale

Il monitoraggio del cuore fetale

Il monitoraggio del cuore del feto è un must di ogni visita ginecologico-ostetrica durante la gravidanza e serve per controllare la frequenza e il ritmo del battito cardiaco del bambino.

È un controllo necessario affinché il medico possa verificare che il feto sia sano e cresca come dovrebbe.

In genere il monitoraggio del cuore fetale è associato ad altri test per controllare che la mamma non soffra di diabete, pressione alta o altre condizioni che potrebbero causare problemi anche al bambino.

Il controllo della frequenza cardiaca fetale può aiutare a contare le contrazioni e monitorare l'inizio del travaglio.

In particolare, l'ultimo mese di gravidanza (dalla 36 settimana in poi) è caratterizzato, da un punto di vista medico, dall'esecuzione dei monitoraggi cardiotocografici fetali (CTG o cardiotocografia) che misurano sia la frequenza cardiaca fetale (Cardio), sia la contrattilità uterina (Toco).

Come si monitora il battito cardiaco fetale?

Il medico può monitorare il battito del cuore del bambino in due modi.
Si possono ascoltare e registrare i battiti dall'esterno del pancione. Oppure, una volta che si sono rotte le acque ed il travaglio è iniziato, si può infilare un filo sottile attraverso la cervice e attaccarlo alla testa del bambino.

Dall'esterno (metodo non invasivo)

Se la gravidanza procede normalmente, probabilmente il medico controllerà la frequenza cardiaca del bambino con un dispositivo portatile chiamato anche Doppler fetale.

Per quanto riguarda la cardiotocografia fetale viene utilizzato uno strumento che si avvale di ultrasuoni per il rilevamento del battito ed un sistema di variazione di pressione per il rilevamento delle contrazioni uterine.

In pratica, attraverso delle fasce elastiche vengono applicate due sonde sull'addome della donna che rilevano sia la frequenza cardiaca del feto sia la frequenza e l'intensità delle contrazioni uterine della mamma. Una macchina registra il numero di volte in cui il cuore del bambino accelera durante un tempo di 20 minuti. Se le volte sono inferiori a 2, il medico eseguirà un test più lungo e tenterà di svegliare il bambino o farlo muovere magari facendo rumore sopra la pancia.

La cardiotocografia fetale in condizioni normali viene denominata anche "non stress test" (NST), mentre sotto stimolo di ossitocina viene definita "stress test", ma è riservata a particolari condizioni eseguibili in ambiente ospedaliero.

Durante il parto, il medico potrebbe anche sottoporre la gestante a un cardiofrequenzimetro fetale, per individuare se le contrazioni stanno stressando il bambino. In quel caso potrebbe essere necessario un parto cesareo, per farlo nascere il prima possibile.

Dall'interno (metodo invasivo)

Una volta che l'acqua si rompe e la cervice si dilata per prepararsi alla nascita, il medico può introdurre un filo chiamato elettrodo attraverso di essa nell'utero. Il filo si attacca alla testa del bambino e si collega ad un monitor. Ciò consente un miglior controllo del battito cardiaco del bebè rispetto alla misurazione dall'esterno.

Che cosa dicono i risultati?

Il cuore di un bambino sano di solito batte 110-160 volte al minuto nel grembo materno, mentre accelera quando il bambino si muove.

Un segnale di possibili problemi si ha se:

  • il cuore batte più lentamente di 110 battiti al minuto
  • il cuore batte più velocemente di 160 battiti al minuto
  • il battito cardiaco è anormale
  • il battito cardiaco non accelera quando il bambino si muove o durante le contrazioni

La mancanza di un battito cardiaco normale non significa sempre che qualcosa non vada nel bambino. Una spiegazione può essere data dall'assunzione di farmaci o dalla sua posizione all'interno dell'utero.

Tuttavia, la mancanza di un battito cardiaco normale può anche essere un segno che il bambino non riceva abbastanza ossigeno.

Cosa può fare il medico?

Se la frequenza cardiaca del bambino non è quella che dovrebbe essere, il medico può intervenire in diversi modi, tra cui:

  • Modificare la posizione della mamma per spostare il bambino
  • Dare alla mamma dei fluidi attraverso una flebo
  • Facendo inalare alla mamma ossigeno extra
  • Rilassando l'utero con dei farmaci per rallentare le contrazioni
  • Dandole eventuali altri farmaci

Se questi interventi non riportano la frequenza cardiaca del bambino alla normalità, potrebbe essere necessario un parto immediato: spesso la scelta è quella del taglio cesareo.

Fonti: Webmd.com, Medicitalia.it.

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